Compagnia Tripolini

Lechaim / alla vita

TEATRO DI LARI
venerdì 2 febbraio ore 21.30

spettacolo di Teatro Clown

con Francesco Passalacqua, Sidney Journo e Alessandra Vinci (pianoforte), Federico Passalacqua (violino). Luci di Angelo Pasquarell. Regia Jean Ménigault

Nella prima metà degli anni ’40, periodo dello sterminio nazista di massa, milioni di esseri umani sono stati deportati nei campi di concentramento nazisti. Sono parte del popolo Ebraico, Rom, Partigiani, Malati gravi, Handicappati, Oppositori Antinazisti e Omosessuali. Il grande conflitto bellico e il genocidio sono da poco terminati quando due bambini ebrei del ghetto di Varsavia, sopravvissuti ai campi di concentramento, giocano in una soffitta piena dei ricordi dei loro genitori uccisi. Da qui i due bambini sviluppano il ricordo dei loro genitori, ripercorrendo le tappe della loro vita sino agli ultimi tristi giorni della loro scomparsa.

Lo fanno indossando le vesti del clown. Il clown come essere paradossale, folle, che esprima con la propria maschera e il proprio corpo la follia umana che si è manifestata in questa immensa tragedia. Nelle emozioni pure, viscerali e istintive di un essere DiS”umano”: dolore, paura, rabbia, gioia, allegria, malinconia e tristezza. Perché la musica Klezmer? Il repertorio della musica Klezmer dall’inizio del 900 esprime le melodie della vita delle piccole comunità agricole che nell’Europa dell’est accompagnava la vita nella comunità, matrimoni, funerali, festa nascita di un figlio… un repertorio straordinario che dà il senso della vita e di comunità. La fonte di ispirazione è stata l’opera di Viktor E. Frankl nel suo insieme, in particolare “uno psicologo nei lager”  e “come ridare senso alla vita”.

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