FICO
fantasmi in carne ossa

Con Walter Barone, Nicola Donalisio, Dimitri Galli Rohl
e la Compagnia delle Mummie

Pupazzi di Cesare Inzerillo
Luci Marco Gorini e Michele Fiaschi
Regia di Loris Seghizzi e Dimitri Galli Rohl

Siamo una compagnia, ci proviamo, la tragicomica Compagnia delle Mummie. Abbiamo l’idea, il soggetto per uno spettacolo nuovo e interessante, crediamo. Siamo vivi o siamo morti? Siamo attori o siamo morti? Siamo arrabbiati, delusi, umiliati e mortificati; siamo ottimisti, rasserenati, nostalgici e sognatori.

Fantasmi in Carne ed Ossa è una scrittura scenica per tre attori e una mummia – che di carne non ne ha quasi più ma vive proprio perché è in scena… potere del teatro – nati rispettivamente nel 1956, nel 1961 e nel 1975 e in data indefinibile. Tre generazioni a confronto difficilmente compatibili. Quel che li accomuna (forse) oltre al teatro è un certo modo di vivere l’infanzia, crescere, socializzare, inserirsi.

Gli anni ’70 hanno segnato giusto il “limite”, coloro che sono nati in quegli anni sono stati forse gli ultimi che hanno potuto sognare un futuro, eredi di chi questo mondo doveva cambiarlo in meglio e invece è stato protagonista assente degli anni dove tutto è stato deciso. In questo mondo di strumentalizzati, dobbiamo scavare e sudare come becchini per tirar fuori la vita sotterrata. Il testo dello spettacolo che la Compagnia delle Mummie vuole mettere in scena, più che un’idea geniale, vuole essere interessante. Cosa è interessante per il pubblico? I tre attori – forse morti, forse shakespeariani becchini – sono talmente diversi tra loro, per stile, formazione ed età, che finiscono per perdere di vista quella che dovrebbe essere la drammaturgia illuminata del primo spettacolo cadendo in discussioni personali sulla vita e sul teatro stesso; riflessioni amare che riguardano la vita quotidiana di tutti coloro che non sono ancora abbastanza morti per essere considerati mummie ma che si sentono troppo poco vivi per sentirsi in diritto di esser chiamati “persone, o attori”. Le mummie create da Cesare e le mummie citate dal testo sono il pretesto che innesca la metateatralità, ecco l’invenzione della Compagnia delle Mummie e il miraggio di una catartica tournè attraverso l’esistenza dell’essere umano. Le mummie, catalizzatori silenziosi, trasformano deliri e slogan televisivi in un requiem tragicomico che mira a far rivoltare le nostre coscienze in quella tomba d’indifferenza che i mezzi d’informazione scavano costantemente attorno a noi. Ce n’è e ce ne sarà per tutti, Mike Bongiorno compreso.

Allegria, gente: è arrivata la Compagnia delle Mummie!

E pensare che ci eravamo trovati solo per mettere in scena uno spettacolo…

Dimitri Galli Rohl e Loris Seghizzi

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